Quando prendere il sole?

Il sole è essenziale per la vita, ci fa bene e ci fa sentire felici, però è da maneggiare con cura. I raggi solari che rafforzano ossa e sistema immunitario possono, allo stesso tempo, indebolire la nostra pelle, esponendola al rischio di macchie, rughe, eritemi e melanomi. 

Per questo dobbiamo usare la protezione adeguata e considerare che in alcuni orari del giorno il sole fa bene, mentre in altri può rivelarsi dannoso. 

Gli orari migliori per prendere il sole sono: fino alle 10:00/11:00 del mattino e dalle 15:00/ 16:00 in poi. La variabilità dipende anche dall’età, oltre che dalla sensibilità al sole. I più piccoli dovrebbero, infatti, limitarsi a stare sotto i raggi diretti fino alle 9:30/ 10:00 per poi giocare all’ombra almeno fino alle 4:00 del pomeriggio. 

Per tutti, comunque, la fascia centrale, tra mezzogiorno e le 15:00, è da evitare. Fra l’altro il caldo rischia di essere davvero insopportabile e non è necessario soffrire o accelerare la formazione delle rughe per la tintarella!

Come scegliere la crema solare

SBF, stelline, raggi UVA, UVB…non è poi così semplice scegliere la crema solare. Potrei comprare questa waterproof così me la spalmo solo di mattina e in maxi formato mi dura anni: è un affare! Il problema è, però, che la crema non offre una protezione totale da tutti i raggi, non resiste all’acqua per ore e ha una scadenza. Vediamo, quindi, come scegliere la crema solare per avere un’abbronzatura uniforme e duratura mentre proteggiamo la pelle, evitando scottature e invecchiamento precoce. 

Che differenza c’è tra raggi UVA e UVB?

I raggi ultravioletti che ci raggiungono hanno diverse lunghezze d’onda, quelli che ci interessano in particolare sono:

  1. Raggi UVA rappresentano la stragrande maggioranza (95% circa) e sono presenti in ogni stagione dell’anno. Spesso nemmeno ci pensiamo visto che non ci provocano scottature, ma in realtà sono i più pericolosi. I raggi UVA, infatti, penetrano nella pelle in profondità e contribuiscono a fenomeni spiacevoli quali l’invecchiamento cutaneo, dermatiti solari ed è possibile che favoriscano anche i tumori della pelle (i melanomi).
  2. Raggi UVB rappresentano solo il 5% e sono quelli che ricerchiamo con maggiore interesse per l’abbronzatura. Irradiano il nostro paese nelle stagioni più calde, dalla primavera all’inizio dell’autunno. Se non ci proteggiamo dai raggi UVB rischiamo scottature ed eritemi solari: fortunatamente le creme solari li fermano, anche se non del tutto.

Cos’è la LUCE HEV?

Forse avrete notato che alcune creme e spray solari offrono anche la protezione HEV o HEVL. Si tratta della luce Visibile ad Alta Energia, in termini più semplici della luce blu che viene emessa dai dispositivi elettronici usati quotidianamente, spesso anche per molte ore. 

La luce di pc, tablet e smartphone può causare danni alla pelle, in modo simile ai raggi ultravioletti. Anche quando siamo chiusi in ufficio o in casa, con lo sguardo chino sul cellulare rischiamo di rovinarci la pelle? 

La risposta, purtroppo, è che il rischio c’è. La luce blu viene, infatti, accusata di favorire l’invecchiamento precoce e potrebbe causare l’iperpigmentazione della pelle, ovvero la comparsa delle macchie. La luce HEV, da questo punto di vista, è davvero molto simile ai raggi solari per quanto concerne gli effetti potenzialmente nefasti.

L’aspetto positivo è che stiamo imparando a conoscere le conseguenze della luce blu, pertanto abbiamo la possibilità di iniziare subito a proteggerci. I dispositivi elettronici offrono impostazioni opzionali che limitano la luce blu e se necessario possiamo usare creme protettive per la pelle, oltre a occhiali e lenti a contatto specifici.

Cos’è il SBF?

SBF (Sunburn Protection Factor): è il fattore di protezione solare rispetto ai raggi UVB, in termini semplici quanti raggi riesce a bloccare. L’SBF va da un minimo di 6 al massimo di 50+, pertanto, il fattore di protezione minimo fa filtrare un sesto delle radiazioni e la protezione si ferma quindi a circa l’83%, mentre un filtro 50 ci offre una protezione di circa il 98%. Tra i due estremi troviamo il fattore 30 che è molto vicino al 50, dal momento che offre una protezione di circa il 97%: la differenza è davvero ridotta.

Per fornire un altro riferimento ai consumatori facilmente comprensibile, sono indicate anche alcune categorie. Gli SFB tra 6 e 10 sono associati a una bassa protezione, mentre quelli da 15 a 25 offrono una copertura media, i filtri tra 30 e 50 alta e oltre 50 molto alta. 

Il cerchio contenente la scritta UVA: è un marchio europeo che attesta la protezione anche dai raggi UVA. La normativa prevede, infatti, che la protezione dai raggi UVA debba essere almeno pari a un terzo del valore SBF. Ad esempio, se la crema solare è a copertura media, ipotizziamo 25, avrà una protezione dai raggi UVA di poco superiore a 8.

Ripetiamo che la protezione dai raggi UVA è fondamentale, anche perchè spesso non li percepiamo sono sempre presenti, anche in inverno, e sono tra le possibili cause di invecchiamento cutaneo, macchie e tumori della pelle. Appare quindi evidente come sia opportuno controllare che la lozione solare sia ad ampio spettro, ovvero ci protegga da entrambi i tipi di raggi, questo per la salute e anche per la bellezza. 

Le stelle: sulla confezione di alcune creme sono riportate anche delle stelline che danno un riferimento sulla protezione dai raggi UVA. Il livello massimo di stelle è 4 e più stelle ci sono, maggiore è il grado di protezione. 

Qual’è il mio fototipo?

Per definire il fototipo si prende come riferimento il colore dei capelli, degli occhi e della pelle, la presenza o meno di lentiggini e la rapidità nell’abbronzarsi o nello scottarsi. 

  • Il Fototipo 1 è associato alla carnagione più bianca in assoluto, occhi chiari, cappelli rossi e lentiggini.
  • Il Fototipo 2 è caratterizzato da pelle chiara, capelli biondi e occhi azzurri/verdi.
  • Il 3 ha la pelle chiara, ma in questo caso gli occhi e capelli sono castani.
  • Il fototipo 4 ha la pelle olivastra, con occhi castani e capelli bruni.
  • Per il 5 la pelle è  olivastra, mentre gli occhi sono scuri e i capelli decisamente neri.
  • Il fototipo 6 ha sia la pelle che gli occhi scuri e i capelli neri.

La crema solare scade?

Vi è avanzata la crema solare della scorsa estate? Buttatela! Sulle confezioni è riportata l’indicazione della durata di 12 mesi dalla data di apertura, ma la conservazione dovrebbe essere ottimale. In fatto di creme protettive non si scherza e se, come è piuttosto comune, abbiamo lasciato il tubetto sotto il sole, il contenuto potrebbe essere deteriorato quindi è meglio comprare un nuovo solare.

Come applicare la crema solare

Quanta crema solare va usata?

I test vengono effettuati usando 2 milligrammi di crema ogni centimetro quadrato di pelle. Questa è anche la raccomandazione della Commissione Europea, in totale circa 36 grammi per un adulto. Detto così non è di immediata comprensione, per semplificare si tratta di circa un paio di cucchiai di crema solare. Spesso ne usiamo di meno, ma in questo modo si riduce la protezione.

Applichiamo la crema ovunque, sembra banale, ma quante volte è accaduto di scottarsi le palpebre, le orecchie o altre zone un po’ nascoste? Non dimentichiamoci i capelli che vanno protetti dai raggi solari.

Quando applicare la crema solare?

Va spalmata almeno una ventina di minuti prima di prendere il sole ed è consigliabile applicarla nuovamente dopo la prima mezz’ora passata al sole. 

Ricordiamoci, inoltre, di darci la crema solare non appena riemersi dall’acqua oppure dopo un’intensa sudata. Spesso sottovalutiamo questo aspetto e dopo una nuotata ci sdraiamo al sole, come se l’acqua ci proteggesse naturalmente dai raggi UVA, ma ovviamente non è così!
In proposito ricordiamo anche che ci sono creme e spray che possono usati sulla pelle ancora bagnata, rivelandosi anche più efficaci dei waterproof che non hanno una resistenza assoluta all’acqua, come vedremo. 

Ogni quanto va applicata la crema?

In linea generale è consigliabile ripetere l’applicazione ogni due ore. Ricordiamo anche che la copertura dipende dal tipo di prodotto solare usato e dalla zona del corpo. Ad esempio il latte fluido e il latte spray richiedono un numero diverso di erogazioni, pertanto per informazioni specifiche è consigliabile leggere le indicazioni riportate sulla confezione del solare.

Quanto resiste la crema solare waterproof?

La water resistent non resiste completamente all’acqua, ne’ tanto meno all’asciugamano con cui tamponiamo il corpo o sul quale sudiamo sdraiati sotto il sole. Quando torniamo dalla nuotata ricordiamoci di applicare nuovamente la crema, il rischio è che la fotoprotezione sia diminuita (se non addirittura azzerata). 

La crema solare può macchiare i vestiti?

Purtroppo sì, i prodotti solari rischiano di lasciare aloni su costumi e abiti. Se concediamo alla crema solare il tempo di essere ben assorbita dalla pelle, il problema dovrebbe essere contenuto. Comunque, in caso di macchie sui tessuti, agiamo prontamente con prodotti sgrassanti. Se non abbiamo prodotti specifici, anche il comune detersivo per piatti è utile a eliminare le macchie untuose. Qualora la macchia sia particolarmente resistente possiamo provare a lasciare in ammollo con lo smacchiatore, prima di procedere col normale lavaggio.

Serve una crema solare specifica per il viso?

Le creme solari per viso e corpo sono diverse e quelle per le seconde potrebbero irritare zone particolarmente delicate del volto, come il contorno occhi. Inoltre, il grado di abbronzatura potrebbe essere diverso necessitando di conseguenze di protezioni diverse.

Protezione solare per le labbra

Non dimenticheremmo mai (fortunatamente!)  crema, spray o latte solare trascorrendo una giornata in spiaggia, però molti dimenticano di proteggere le labbra. Eppure si tratta di una zona estremamente delicata, con la pelle sottile e priva di melanina che ci protegge parzialmente dai raggi solari. Se la barriera naturale mostra dei limiti, dobbiamo intervenire con cosmetici che preservano bellezza e salute. Si tratta, infatti, di una questione che riguarda non solo l’aspetto fisico. 

Abbiamo a disposizione numerosi stick di protezione labbra fra cui scegliere, anche in questo caso aiutandoci con l’indice di protezione solare. Così come per le creme protettivo per viso e corpo, sugli stick labbra è indicato l’SPF con il numero 50 che identifica un’elevata protezione, la quale scende progressivamente fino a 15. 

Troviamo anche stick labbra SPF 50+ il top della protezione e, se si tratta di prodotti di qualità, risultano leggeri e trasparenti, non c’è il rischio di appesantire. I cosmetici che fungono da barriera verso i raggi solari dannosi aiutano, inoltre, a idratare il sorriso e svolgono un’azione antiossidante che contrasta il foto invecchiamento. 

Le protezioni più basse, invece, potrebbero essere adatte per la vita quotidiana in città, ma troppo deboli per giornate trascorse sotto il sole. Oltre al rischio di seccare le labbra e di invecchiamento precoce, possiamo incorrere in altri problemi di salute se non prestiamo la dovuta attenzione. L’herpes e la cheilite attinica (o cheilite solare) sono due esempi delle possibili conseguenze negative quando dimentichiamo di prenderci cura delle labbra. 

Gli stick labbra possono, inoltre, rivelarsi utili per proteggere dai raggi solari piccole zone particolarmente sensibili, in primis il contorno occhi. Ovviamente gli occhiali da sole ci aiutano parecchio, ma la pelle che circonda gli occhi è così delicata e sottile da meritare molte attenzioni specifiche. 

Come proteggersi dal sole al mare e in città
Sempre crema solare e dopo solo in valigia

Il sole fa bene?

L’abbronzatura è bella e salutare, se proteggiamo pelle e capelli con le creme adeguate. Il sole, ad esempio, ha effetti benefici sul nostro sistema immunitario, sia portandoci gioia sia per la sintesi della vitamina D (fondamentale anche per le ossa). Anche seguendo una dieta equilibrata riusciamo a raggiungere non oltre il 15% del fabbisogno di questa vitamina che viene, invece, attivata dal sole. Per fortuna viviamo in un paese baciato dal sole e trascorrendo tempo all’aria aperta in primavera ed estate possiamo sintetizzare e immagazzinare la vitamina D sufficiente per superare autunno e inverno.

I carotenoidi

I carotenoidi sono nostri alleati naturali che ci proteggono dal sole, oltre a svolgere funzioni antiossidanti sempre benefiche. Sono precursori della vitamina A che ci dona un colorito salutare, rallenta l’invecchiamento della pelle e produce per l’appunto la melanina, un filtro naturale verso i raggi solari. 

Possiamo assorbire i carotenoidi mangiando frutta e verdura e in particolare quelli  gialli e rossi come carote, zucche, albicocche, pesche, meloni, angurie, pomodori, peperoni etc…Sono presenti anche in ortaggi verdi, tra i quali broccoli, asparagi, lattuga, basilico etc…

Cos’è l’allergia al sole?

L’allergia al sole (chiamata anche fotoallergia) è una reazione del sistema immunitario che entra in allerta in presenza dei raggi solari. Si manifesta generalmente con rossore, formazione di bolle e vesciche, prurito e pomfi, ma ci sono varie forme di fotoallergia: vediamo le caratteristiche delle più diffuse.

  1. Dermatite solare polimorfa: con l’esposizione ai primi raggi solari della stagione si formano delle eruzioni cutanee. Le cause non sono ben note, ma il rash cutaneo tende a scomparire entro qualche giorno. Solitamente la dermatite polimorfa migliora progressivamente quando il corpo si abitua all’esposizione, Anche per questa ragione, tra le terapie che il medico può consigliare c’è la fototerapia e l’esposizione controllata alla luce può migliorare la situazione che, però, rischia di ripresentarsi la primavera successiva, 
  2. Dermatite solare fotoallergica: in questo caso la reazione è scatenata da sostanze ingerite o applicate sulla pelle. Se prendiamo il sole dopo avere assunto determinati farmaci o esserci spalmate alcune creme si scatena la reazione. 
  3. Orticaria solare: questa forma di ipersensibilità è piuttosto rara. Appare sotto forma di prurito, che può sfociare in dolore, seguito dalla comparsa di eritemi ed edemi.

Le creme solari inquinano?

C’è il rischio di distruggere l’ecosistema marino spalmandosi la crema solare? Sarebbe meglio usarne di meno per proteggere i coralli? La buona notizia è che non dobbiamo scegliere tra la salute della nostra pelle e quella del mare. Le aziende cosmetiche hanno, infatti, preso coscienza del problema e ci offrono numerose creme solari a ridotto impatto ambientale tra cui scegliere. 

Come sempre quando si parla di cosmetici naturali e biologici, possono però nascere dei fraintendimenti. Termini come “bio” ed “eco” vanno così di moda da venire talvolta usati esclusivamente per attirare i consumatori, senza che ci siano attestazioni reali del ridotto impatto ambientale. Si tratta dell’odioso greenwashing, il finto ambientalismo che possiamo provare a smascherare.

Una dicitura molto popolare è, ad esempio,  “reef safe” , ovvero “sicuro per la barriera corallina”.

Il problema è emerso qualche anno fa notando lo sbiancamento dei coralli e due sono gli imputati principali: l’ossibenzone e l’ottinoxato. Di conseguenze queste sostanze sintetiche sono state vietate dal Protocollo Hawai operativo dal 2020 in alcuni paesi, ma non in Europa.

Numerose aziende hanno comunque deciso di non utilizzare più tali ingredienti, indicando la scelta ai consumatori con pubblicità e simboli sulle confezioni. Compliant with Hawaii Reef Bill, free of Ottinoxate and Ossibenzone, 100% Reef Safe, Ocean Friendly possiamo leggere in alcuni simboli stampati sulle confezioni.

Per una scelta più consapevole potremmo verificare se si tratta di pubblicità o di una vera certificazione e controllare quale organismo terzo ha valutato il prodotto decidendo di conferirgli o meno il marchio che possono esibire solo i cosmetici in linea con l’ambiente.

Per essere (quasi) certi che la crema che ci protegge dai raggi dannosi del sole sia eco-friendly potremmo, inoltre, leggere la lista degli ingredienti. Qui potete trovare alcune indicazioni sulle etichette. 

A cosa serve il doposole?

Il doposole é davvero utile per aiutare la pelle di viso e corpo a riprendersi dallo stress della giornata. Quella che per noi è una vacanza rigenerante, per la pelle è, invece, una dura prova della quale porta i segni ben visibili. Nei casi migliori si tratta di un arrossamento, in quelli peggiori di vere e proprie scottature che andrebbero prevenute a ogni costo per evitare danni di lungo periodo. 

Al termine di una giornata trascorsa sotto i primi intensi raggi solari, prestiamo attenzione al nostro corpo accaldato e arrossato che ci chiede idratazione e protezione: ce ne sarà grato.

La prima soluzione per un trattamento dopo sole è l’acqua termale, un valido aiuto per raffreddare rapidamente. Spruzzandola su tutto il corpo e sul viso beneficiamo di un immediato benessere e questo è solo l’inizio.

Dopo è, infatti, consigliabile usare una crema che idrati e nutra la pelle, ristabilendo la naturale barriera protettiva essenziale per bellezza e benessere.

Per quanto concerne il viso possiamo completare l’opera con una bella maschera idratante che lenisca l’effetto del sole e agisca in profondità. Considerando, inoltre, che i raggi ultravioletti favoriscono l’invecchiamento della pelle si potrebbe pensare a trattamenti post sole antiaging così da limitare gli effetti nocivi. 

Il doposole per le labbra? Anche questo cosmetico andrebbe sempre messo in valigia per idratare il sorriso e mantenerlo giovane. 

Non dimentichiamo, inoltre, che i doposole aiutano a prolungare la durata dell’abbronzatura e in proposito, vediamo alcune soluzioni naturali per avere la pelle ambrata anche in inverno. 

Olio di Monoi per i capelli

Premessa: l’olio di Monoi profuma d’estate e accompagna molti di noi al mare, ma non ha filtro solare, quindi non è un sostituto di creme e spray che ci proteggono dal sole. Non è saggio usarlo in questo modo, ma in tanti altri può rivelarsi utilissimo. 

Per chi non conoscesse l’olio originario dalle Tahiti, nasce dai fiori di tiaré lasciati macerare nell’olio di cocco per almeno due settimane. Il tiaré è un’orchidea (Gardenia tahitensis), tanto bella quanto delicata, che cresce esclusivamente in alcune zone di Tahiti. Un fiore raro ed esotico dal quale si ricava un prezioso olio. 

Possiamo, ad esempio, usare l’olio di monoi come doposole oppure per un impacco rigenerante sui capelli provati dalle giornate al mare. E’ sufficiente tenerlo in posa per una mezz’ora poi risciacquare con il consueto shampoo per ammirare la chioma più morbida e facile da pettinar.

Come mantenere l’abbronzatura?

  • MASCHERA ALLA CAROTA PER PROLUNGARE L’ABBRONZATURA

Sappiamo che la carota ci aiuta ad abbronzarci, ma non tutti sanno che è utile anche per mantenere la pelle dorata in autunno e inverno. Possiamo preparare una maschera naturale al 100% usando semplicemente due carote, mezzo vasetto di yogurt, un cucchiaino di miele, un cucchiaino circa di olio di oliva extravergine. 

Scegliamo se grattugiare finemente le carote oppure, nel caso in cui preferiamo una consistenza più cremosa, tagliarle a fettine e metterle sul fuoco in modo da lessare leggermente per poi passarle nel mixer oppure schiacciarle semplicemente con l’aiuto di una forchetta. Aggiungiamo alle carote lo yogurt e il miele e mescoliamo per rendere il composto omogeneo. Ultimo passo: qualche goccia di olio di oliva, quel tanto che basta per dare la giusta consistenza alla maschera per il viso. 

Ora possiamo applicare la maschera sul viso pulito, lasciandola agire per un quarto d’ora prima di sciacquare con acqua tiepida. 

  • SCRUB AL CAFFE’ PER L’ABBRONZATURA

Dilemma: ho faticato tanto per avere una bella abbronzatura omogenea e non posso certamente farmi uno scrub…però sarebbe utile rinnovare la pelle, renderla più liscia e splendente. Ecco la soluzione: uno scrub al caffè!

Ci sono diverse ricette naturali per preparare lo scrub viso al caffè in modo da usare gli ingredienti che abbiamo già in cucina e magari siamo soliti buttare, sprecando una risorsa utile. Pensiamo ai fondi di caffè che potremmo riutilizzare, unendoli a yogurt e olio di mandorle dolci, o in alternativa olio di oliva. Possiamo anche aggiungere il nutriente miele e un poco di zucchero di canna per accrescere l’effetto esfoliante.

La crema solare in città

Filtro solare = mare o montagna. Errore! Sappiamo che i raggi solari sono sempre presenti, anche quando il sole è coperto dalle nuvole e passeggiamo in città.

Ciò non significa che sia necessario spalmarsi il latte solare al cocco per andare al lavoro in ufficio. Possiamo, però, usare abitualmente creme e cosmetici che ci proteggono dagli effetti nocivi del sole, in primis il fotoinvecchiamento, problema assai importante per donne e uomini anche giovani. 

Fortunatamente non mancano creme e make up che aiutano a prevenire il photoaging con filtri e composizioni adatti alla vita quotidiana in città. Si tratta, infatti, di consistenze più leggere delle creme da mare che non appesantiscono la pelle e sono compatibili con il normale trucco. Magari è consigliabile l’accortezza di far asciugare uno strato prima di procedere con l’altro così da evitare di mischiarli, ma per il resto rappresentano soluzioni davvero pratiche per proteggerci dai raggi nocivi. 

Le creme di ultima generazione sono, inoltre, efficaci nel contrastare non soltanto (si fa per dire!) i raggi solari, ma anche le altre fonti dannose, pensiamo ad esempio alla luce blu di smartphone, schermi etc…

A Maggio la prevenzione del melanoma

Maggio è il mese della prevenzione del melanoma cutaneo, una questione che interessa tutti noi. 

AIRTUM, Associazione Italiana Registri Tumori, comunica che ogni anno nel nostro paese vengono diagnosticati circa 14.000 melanomi, nel dettaglio 7.300 tra gli uomini e 6.700 tra le donne. L’età media è di 45/50 anni, però negli ultimi anni l’età si è abbassata e l’incidenza è raddoppiata.   

Non bisogna spaventarsi, piuttosto stare all’erta, soprattutto considerando che tenendo monitorata la situazione si può risolvere rapidamente non appena il rischio si presenta. Una visita dermatologica può fare la differenza: la diagnosi precoce consente di intervenire in modo semplice ed efficace per estirpare il problema alla radice.

La mappatura dei nei richiede poco tempo, è assolutamente indolore e per nulla invasiva. Non ci sono aghi o medicine! Il dermatologo osserva scrupolosamente i nostri nei, individuando eventuali situazioni di rischio, così da intervenire prontamente. 

Il dermatologo fornisce, inoltre, consigli utili per mantenere la pelle in salute, anche con un controllo che ognuno dovrebbe fare a casa. Una volta al mese (potremmo stabilire un giorno così da non dimenticarci) osserviamo il nostro corpo, facendo attenzione ai nei, in particolare alla loro trasformazione. 

La “regola dell’ABCDE” aiuta il monitoraggio dei nei. Ogni lettera dell’acronimo ci dice, infatti, a quale aspetto prestare attenzione: 

  1. A per asimmetria nella forma
  2. B per bordi (se sono irregolari)
  3. C per colore (se è cangiante)
  4. D per dimensioni (se sono cresciute)
  5. E per evoluzione (se da un mese all’altro è cambiato per forma, colore, dimensioni).