Cos’è il microbiota cutaneo?

Dove troviamo fino a 10 milioni di batteri in un minuscolo centimetro quadrato? Un aiuto: è una parte del corpo che laviamo di frequente e alla quale riserviamo grandi attenzioni. Si tratta della pelle, in particolare una decina di milioni è uno dei livelli maggiori che raggiungono le ascelle un po’ umide, ma in ogni zona vivono colonie di batteri, virus, funghi e via dicendo. Anche sul viso perfettamente deterso e curato che pensavi fosse pulitissimo…e in effetti lo è! La buona notizia è che nella stragrande maggioranza dei casi  si tratta di batteri buoni che formano il microbiota cutaneo, una super protezione naturale.

Il microbiota della pelle è l’enorme comunità di microrganismi che popolano la pelle di viso e corpo. Sappiamo quanto sia essenziale il microbiota intestinale per la corretta digestione e la salute complessiva, ma forse ignoriamo che anche la pelle ha la sua popolazione di batteri, virus e funghi.

Il microbiota cutaneo è parte di noi, ci accompagna per tutta la vita, fin dalla nascita. Se il parto è avvenuto in modo naturale, il neonato ha assorbito il microbiota della madre al momento del passaggio nel canale vaginale. In caso di cesareo, invece, sono stati i primi abbracci a trasmetterglielo e di conseguenza anche il padre potrebbe aver contribuito alla formazione del microbioma.

All’età di anno, un anno e mezzo il microbiota è già formato e questa sorta di impronta digitale di virus e batteri ci accompagna per tutta la vita. Ovviamente si trasforma nel tempo adeguandosi ai nostri cambiamenti. Con il nostro comportamento possiamo preservarne l’equilibrio oppure comprometterlo, mettendo però a rischio la salute e la bellezza della pelle.

A cosa serve il microbiota cutaneo?

  1. Così come accade nell’intestino, anche sulla pelle i batteri “buoni” combattono quelli potenzialmente “cattivi”. Ricerche recenti hanno, ad esempio, dimostrato il ruolo del microbiota nell’acne trovando soluzioni al problema nel suo riequilibro.
  2. Crea una corazza sottile, ma efficace, che protegge l’epidermide da freddo, raggi solari ultreavioletti, inquinamento e altri agenti esterni potenzialmente nocivi.
  3. Favorisce il ricambio cellulare, rallentando così  l’invecchiamento. 

Come proteggere il microbiota della pelle?

  1. Attenzione alla pulizia della pelle. Il nemico peggiore della nostra barriera naturale può avere le sembianze di un detergente con il quale pensiamo di proteggere la pelle. Potrebbe sembrare un paradosso, ma una pulizia eccessivamente intensa danneggia e indebolisce. Ovviamente dobbiamo detergere la pelle di mattina e sera, però evitando prodotti non adeguati e pratiche aggressive che ne alterino il Ph. Per consigli su come struccarsi potete anche leggere la guida.
  2. Attenzione ai cosmetici. Non rinunciamo alla qualità, senza, però, farci guidare dal prezzo che non è sempre correlato al valore effettivo del prodotto. Volendo, possiamo anche provare le creme viso con probiotici utili per rafforzare le difese fisiologiche della pelle. Esattamente come mangiamo yogurt e tofu fornendo probiotici al nostro intestino, così potremmo usare prodotti per la skin-care studiati per preservare la il microbiota.  
  3. Attenzione alle lesioni. La pelle funge da barriera e in caso si rompa interveniamo prontamente senza sottovalutare tagli ed escoriazioni anche se di lieve entità. 
  4.  Attenzione allo stile di vita. L’alimentazione può favorire l’eubiosi, ovvero l’equilibrio tra i batteri, o distruggere l’armonia naturale innescando la disbiosi. Lo stesso vale per la sedentarietà, il fumo, l’alcool e tutti gli altri comportamenti i cui effetti negativi sono scritti anche sulla pelle.

Le creme viso fermentate: come funzionano

Una delle novità di maggior rilievo in tema di creme di bellezza è l’avvento dei cosmetici fermentati che vanno di gran moda. Anche in questo caso, come accade spesso parlando di bellezza e cura della pelle, l’occidente si è ispirato all’oriente. I cosmetici nati dalla fermentazione sono, infatti, una tradizione coreana che da tempi immemori usa questa tecnica naturale per potenziare le proprietà dei prodotti di bellezza. 

In termini molto semplici si ricorre a microrganismi (i soliti batteri, lieviti etc…) che scompongono le molecole dei composti naturali. In questo modo i principi attivi risultano più concentrati e maggiormente efficaci nel penetrare le pelle, essendo più piccoli.

La fermentazione, inoltre, migliora la conservazione in modo naturali, così i prodotti necessitano di minori conservanti. 

In pratica l’industria cosmetica trae ispirazione da ciò che avviene continuamente nel nostro corpo, a livello di microbiota intestinale e cutaneo. Il risultato è ottenuto in maniera naturale e ci consente di beneficiare di creme viso con una maggiore concentrazione di vitamine, antiossidanti, peptidi e altre sostanze benefiche, le quali vengono anche assorbite in maniera più efficace. 

Il trend del momento è proteggere ciò che ci ha donato la natura, piuttosto che modificare gli equilibri fisiologici. L’obiettivo della beauty routine diventa, pertanto, quello di preservare il microbiota cutaneo che abbiamo scoperto essere la barriera più efficace. 

Numerosi sono gli ingredienti fermentati che vedremo con crescente frequenza nelle nostre creme viso da giorno e da notte.

Tra i più popolari il kombucha, una bevanda che nasce dal thé fermentato, popolare in Cina già dal III secolo a. C. Si tratta di un probiotico che aiuta il nostro intestino e ora anche la pelle grazie alle naturali virtù antiossidanti. Più noto in Italia è il wasabi, la piccante radice che accompagna tradizionalmente il sushi. Ora troveremo il ravanello giapponese fermentato anche nelle crema che ne sfrutta le proprietà antibatteriche.