Il sapone solido è bio?

E’ tornato di gran moda il sapone solido, una riscoperta del passato molto moderna, visto che è anche amico dell’ambiente. Ovviamente dobbiamo fare attenzione a non cadere nella trappola del greenwashing che è sempre in agguato. Bio, naturale, ecofriendly etc… sono diventati ultra popolari e c’è il rischio che vengano usati esclusivamente a scopi commerciali, senza un reale miglioramento dell’impatto ambientale.

Per approfondire è consigliabile leggere gli ingredienti, le certificazioni e le altre informazioni presenti sulle confezioni. In termini generali, tuttavia, ci sono diverse ragioni per le quali i saponi solidi possono essere più amici dell’ambiente rispetto a quelli liquidi.

Perchè il sapone solido è ecosostenibile?

  • Occorre una quantità molto minore di acqua per la produzione rispetto al sapone liquido.
  • Il packaging è solitamente in carta (spesso riciclata) e in fatto di impatto ambientale non c’è paragone con la plastica.
  • Il sapone solido e le saponette sono più facili da trasportare, non contengono  acqua quindi sono più leggeri e occupano minore spazio. In questo modo anche i trasporti vengono ridotti, con benefici sull’inquinamento ambientale e acustico.
  • Il sapone solido è una scelta moderna delle aziende cosmetiche in linea con i dettami attuali della società. Per questa ragione solitamente è prodotto con ingredienti naturali, biologici, ecofriendly.

Qual’è il PH del sapone?

In termini semplici il ph indica se una sostanza è acida o basica. Immaginiamo una scala da 0 a 14: esattamente al centro (quindi 7) c’è il ph neutro. A sinistra troviamo le sostanze acide, mentre a destra quelle basiche. Più ci allontaniamo dal centro e maggiore sarà il grado, quindi a 6 la sostanza è leggermente acida, a 1 è molto acida. Lo stesso per le sostanze basiche che con ph di 8 lo sono moderatamente, invece a 14 sono decisamente basiche.

La nostra pelle ha un ph di circa 5,5, è un po’ acida e ciò rafforza la sua funzione di barriera naturale. Il sapone ha un ph di 8/10, se fosse inferiore si tratterebbe di “sapone non sapone” come vedremo in seguito, ma il detergente che usiamo abitualmente è per sua natura basico.

La buona notizia è che non è un problema, anzi… Il ph basico del sapone è correlato alle sue proprietà antibatteriche, fondamentali per liberarci da germi, batteri etc…La pelle, al contempo, è resistente e in grado di ripristinare l’equilibrio naturale.

Se la pelle non ha problemi, il sapone con ph 8/10 è, quindi, tendenzialmente indicato. Se, invece, la pelle si trova in uno stato particolare, non fisiologico, è necessario, ovviamente, rivolgersi a un dermatologo. In ogni caso dobbiamo però, trovare il sapone migliore che ci deterga senza risultare aggressivo. Come vedremo ci sono tantissimi saponi con caratteristiche molto diverse fra loro e ognuno può trovare il sapone migliore per le proprie esigenze attuali. Magari in futuro sentiremo il bisogno di cambiare detergente, quando la pelle si trasformerà necessitando in misura minore o minore di alcuni elementi nutritivi.

Quale sapone scegliere?

Non sappiamo chi ringraziare per l’invenzione del sapone, però sappiamo per certezza che è antichissimo. Sono state rinvenute tracce di sapone in alcune anfore del 2800 a.C. ritrovate in Mesopotamia e magari è nato ancora prima. Sappiamo bene, inoltre, che ci ha salvato la vita, il detergente più antico eppure così moderno, perfetto per l’igiene personale quotidiana e anche contro il covid, capace di smacchiare i vestiti, scacciare le formiche e molto altro ancora. Così versatile, anche perchè ci sono tanti tipi diversi di sapone, alcuni secolari e altri moderni: vediamone alcuni.

Sapone di Aleppo

E’ il più antico, nato nella città siriana di Aleppo e diventato famoso in tutto il mondo come uno dei saponi più pregiati e dai numerosi effetti benefici. Noto anche come sapone di ghar (che significa alloro in siriano) è frutto dell’unione fra olio di oliva e olio di alloro, nel rispetto dell’antica ricetta, quindi,  prodotto esclusivamente con ingredienti naturali. Ciò rende il sapone di Aleppo tradizionale e biologico difficile da conservare e, infatti, la sua durata è limitata a qualche mese.

Quando compriamo il sapone di Aleppo dobbiamo fare attenzione alla percentuale dell’olio di alloro. Solitamente all’aumentare dell’olio estratto dalle bacche di alloro aumenta il prezzo del pregiato sapone e si potenziano anche alcune proprietà benefiche. Ciò non squalifica, ovviamente, il sapone di Aleppo con l’80% di olio di oliva che resta uno dei detergenti migliori in assoluto, per il corpo, così come per capelli e barba.

L’olio di oliva, peraltro, è un ingrediente sopraffino, ottimo nel nutrire in profondità la pelle lasciandola morbidissima. Tutto ciò in collaborazione con l’olio di alloro che svolge un’azione antibatterica. Il risultato è un sapone disinfettante ed emolliente che si ama o si odia in virtù del suo ph piuttosto alcalino che potrebbe risultare troppo aggressivo per alcuni. Per coloro che invece l’apprezzano, il sapone verde  diventa un compagno insostituibile.

Sapone di Marsiglia

Al sapone di Aleppo si sono ispirati i francesi che, sul finire del XVI secolo, hanno prodotto un sapone destinato a entrare nella storia. Nella ricetta più antica, il sapone di Marsiglia, è realizzato con olio di oliva (nella misura di oltre il 70%!), ma nelle versioni moderne possiamo trovare anche olio di palma e/o di cocco, quindi controlliamo con attenzione gli ingredienti. Il sapone di Marsiglia è ipoallergenico, adatto anche a pelli sensibili essendo delicato e al contempo efficace nel pulire in profondità.

Sapone di latte d’asina

Si narra che Cleopatra si facesse il bagno nel latte d’asina, noto da secoli per donarci una pelle morbida e vellutata. Il sapone al latte di asina ha proprietà nutrienti, particolarmente efficaci sulle pelli mature e, anche per questo, è consigliato come antiaging naturale. Non dimentichiamo, però, gli effetti preventivi degli antiossidanti contenuti in questo sapone che si potrebbe usare fin da giovanissimi per mantenere la pelle tonica.

Sapone surgras

Anche il sapone surgras è nato in Francia dall’armoniosa miscela di oli vegetali. Si tratta di un sapone oleoso che, mentre pulisce la pelle, ne ripristina lo strato idrolipidico in modo da proteggerla. Come si intuisce facilmente dal nome, è un sapone grasso, un detergente ultra nutriente particolarmente indicato per chi ha la pelle secca o sensibile.

Sapone non sapone

E’ sapone, ma non è sapone. Guardandolo sembra un normale sapone, ma la procedura di produzione è completamente diversa. Il risultato è un detergente dal PH molto simile a quello naturale della nostra pelle o al limite acido, mentre solitamente i saponi sono basici. Il sapone non sapone risulta così particolarmente delicato e adatto per ogni tipo di pelle.

Sapone nero

Il nero va di gran moda nella cosmetica, ma questo sapone africano non segue certamente le mode passeggere. Il sapone nero (chiamato anche africano o marocchino) ha, infatti, origini molto antiche e una lunga tradizione di materie prime naturali.

Tra gli ingredienti principali svetta il burro di karitè, giunto a noi dalla savana sub-sahariana per idratare, nutrire in profondità e rigenerare la pelle. Altri componenti comuni sono il burro di cacao e l’olio di cocco, il tutto miscelato con foglie di banana, di palma, polvere di cacao o bucce di platano. Si tratta di ingredienti offerti dalla flora africana, materie prime tradizionali, così come il procedimento per la produzione del sapone vegetale nero.

Il sapone nero è particolarmente apprezzato per le proprietà nutritive, esfolianti, antiossidanti e per l’azione anti impurità, rivelandosi ottimo per la rimozione del sebo in eccesso.

Come usare gli avanzi delle saponette

La saponetta si sta esaurendo? Si avvicina il momento di buttare il moncone che oramai sfugge dalle mani? No, possiamo comunque utilizzare le vecchie saponette evitando così ogni tipo di spreco.  E’ molto semplice creare una nuova saponetta dagli avanzi: vediamo in che modo.

  1. Prendiamo gli avanzi di vecchie saponette e sminuzziamoli, grattugiandoli oppure tagliandoli in scaglie il più possibile piccole per ridurre il tempo sul fornello.
  2. Prepariamo uno stampo, magari di una forma particolare per creare una saponetta originale. Foderiamolo con carta da forno o ungiamolo con un antiaderente (olio o spray).
  3. Mettiamo a bollire in un pentolino l’acqua, ma anche un altro liquido come il te’, se vogliamo dare un profumo diverso al sapone. Quando il liquido è caldo, ma prima che arrivi alla soglia della bollitura, versiamo le vecchie saponette sminuzzate e abbassiamo la fiamma.
  4. Lasciamo sobbollire, evitando però un calore eccessivo, mentre mescoliamo. Il nuovo sapone sta prendendo forma.
  5. Possiamo anche aggiungere gli oli essenziali che preferiamo, in questo modo la nostra saponetta rigenerata avrà un profumo personalizzato. Continuiamo a mescolare così che il contenuto del pentolino si solidifichi in maniera omogenea.
  6. E’ arrivato il momento di versare il sapone nello stampo precedentemente preparato. Copriamolo e lasciamo riposare per un giorno.
  7. Ecco la nostra nuova saponetta! Possiamo levarla dallo stampo e lasciarla solidificare con calma, per qualche settimana. Trascorso il tempo del riposo, il nostro sapone sarà pronto per una seconda vita, all’insegna di zero sprechi, per la gioia dell’ambiente e del portafoglio….senza sottovalutare la soddisfazione di creare qualcosa con le proprie mani!